Pigneto

pigneto black and white

La zona urbanistica Torpignattara, più nota come Pigneto, è il quartiere di Roma stretto tra le strade consolori Casilina e Prenestina. Queste, a partire dal vertice di Porta Maggiore divergono costantamente come a creare un lungo triangolo chiuso da tante strade che collegando le due consolari creano di volta in volta triangoli più grandi. Nel caso del Pigneto è Via di Acqua Bullicante a chiudere la geometria e a disegnare il confine Est della zona che rimane come asserragliata da queste tre direttrici dove scorre ininterrotto un traffico di auto, moto, bus, tram, treni e trenini.

Le ferrovie e le rampe della tangenziale letteralmente sventrano Casilina e Prenestina accentuando i confini naturali della zona. Quasi a voler compensare i frambusti e i clamori delle vie che la circondano, in ampi tratti il quartiere si sviluppa in un reticolo di strade e stradine a misura d’uomo, accoglienti, rilassanti, solcate dolcemente dalle bici, costellate di case a uno o due piani, trattorie e piccoli esercizi di vicinato che donano alla zona quell’inconfondibile atmosfera bucolica a poca distanza dal centro di Roma.

Nella borgata si distinguono almeno tre contesti: quello popolare, gagliardo e sonnolento impresso dagli abitanti storici (come amano definirsi), quello giovane, vibrante e pseudo-artistico che ha il volto dei nuovi arrivati (i responsabili della cosiddetta gentrification della zona) e infine quello umile, imprenditoriale e multietnico dato dalle comunità bengalesi, cinesi e altre. Le categorie sono chiaramente una forzatura, ma aiutano a disegnare un quadro d’insieme e ad apprezzare le contaminazioni che in esso prendono vita: a Torpignattara non è raro vedere bambini di tutti i colori giocare insieme e parlottare in romanesco, gentrificatori della prima ora portare i figli piccoli alla scuola di quartiere, un anziano sorseggiare un caffè nel bar hipster della zona.

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