Walking Rome

network of streets covered in pigneto

 

network of streets covered in pigneto

 

VGI e mappature alternative

Le tecnologie web e in particolare le piattaforme VGI (Volunteered Geographic Information) come OpenStreetMap offrono uno strumento incredibilmente potente per aiutarci a comprendere gli spazi che ci circondano. La rete ne fa già un largo uso (basti pensare a tutte le applicazioni che a partire dai dati OSM costruiscono utilità varie) e i big del digitale (Google, Facebook, …) con i loro sconfinati patrimoni informativi di solito fanno il resto. Tuttavia esistono ancora tanti spazi inesplorati, tante angolazioni trascurate (off the map) che meriterebbero di essere approfondite. Le mappe che ci mostrano in un sol colpo tutto il globo sono molto suggestive e a volte rivelatrici, ma altrettanto interessanti sono le mappe locali, incentrate su una città o addirittura un singolo quartiere. A volte si preferisce sorvolare e apprezzare i paesaggi, altre volte si vuole attraversare e toccare con mano.

Quest’ultima attività è qualcosa che facciamo regolarmente. Usciamo, ci spostiamo, attraversiamo la città e nel farlo la osserviamo. Tendiamo però a percorrere sempre le stesse strade, a muoverci velocemente (auto, moto, …) e ad immagazzinare le informazioni in maniera confusa e parziale. Si fa fatica a trasferire quel bagaglio informativo ad altri perchè spesso attiene alle impressioni, come pure è difficile “sommarlo” a quello degli altri per mancanza di un codice condiviso attraverso il quale armonizzare le due esperienze. La mia idea è proprio quella di lavorare su quel codice, cioè di

creare i presupposti per una mappatura alternativa del territorio urbano di Roma in forma collettiva, volontaria, ma anche e soprattutto coordinata, in modo da garantire alta qualità nei risultati.

Esiste già OSM ovviamente, ma in un’iniziativa del genere io ci vedo elementi importanti di novità: la coordinazione degli sforzi, il focus su una singola città e la volontà di scavare un po’ più a fondo del solito, in forma tematica e pianificata. Gli obiettivi sociali di un’iniziativa come questa potrebbero essere riassunti così:

  • promuovere e diffondere una conoscenza appronfondita del territorio urbano
  • sensibilizzazare i cittadini sul tema degli open data

e i suoi tratti distintivi:

  • affrontare fenomeni interessanti ma non adeguatamente coperti: caratteristiche urbane ultralocali, dimensioni sociali qualitative, trasformazioni culturali in atto, temi poco contestualizzati o difficili da misurare senza un intervento diretto sul territorio, …
  • integrazione rete fisica e digitale per produrre dati alternativi e di qualità: misurare dal basso (osservazione fisica, coinvolgimento operatori, …) avvalendosi delle tecnologie digitali per rendere l’attività di rilevazione efficiente (OSM, GoMap!, …) e per valorizzarne i risultati (GIS, data journalism, …).
  • struttura intelligente per un modello scalabile: creare un modello leggero di coordinazione che faccia leva sulle specificità di ognuno (zone di competenza, ecc.) e sappia valorizzarle per ottenere la massima copertura con il minimo degli sforzi.

Pigneto crawling

I progetti e le ambizioni di un’associazione di questo tipo dipendono ovviamente dal numero di soci e dall’impegno che questi vorranno garantire. Numeri a parte, credo si possano fare cose interessanti anche con molto poco. Per darvi un’idea, nei giorni scorsi ho impiegato due pomeriggi per percorrere tutte (ma proprio tutte) le strade del quartiere Pigneto, rilevando al mio passaggio tutti gli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande (bar, bistrot, enoteche, …) che offrono Wi-Fi gratuito ai clienti, qualche sedia, dei tavoli e la possibilità di starsene con il proprio PC a lavorare, anche solo consumando un caffè.

Per rendere efficiente questa rilevazione mi sono servito di una mappa con i confini delle zone urbanistiche di Roma (i shape files li trovate qui) in modo da essere sicuro di coprire totalmente una certa area e poter poi passare alla successiva senza il rischio di inutili sovrapposizioni (cioè percorrere due volte la stessa strada). Mano a mano che ottenevo queste informazioni le registravo sul database di OSM (Open Street Map, la cosiddetta wikipedia delle mappe) utilizzando l’applicazione GoMap!! dallo smartphone. L’applicazione comunica direttamente con il database centrale di OSM per cui si possono inviare le informazioni rilevate per poi scaricarle e analizzarle tranquillamente dal proprio PC. Il risultato è la mappa in questo breve articolo e il punto di partenza per la mappa aperta di questo progetto crowdsourced.

L’esigenza di mappe come queste nasce proprio dalla mancanza di un’informazione puntuale su una realtà ibrida come quella del “working bar”. Tale mancanza non sorprende visto il carattere sfumato di questa categoria di esercizi (ristoranti con funzione bar, bistrot, caffè-libreria, ecc.) e l’impossibilità di rilevare informazioni qualitative fondamentali (disponibilità dell’operatore verso clienti che sostano a lungo con il proprio PC) se non attraverso la rilevazione diretta.

Altri spunti

Il progetto avrebbe molte estensioni. Una su tutte chiaramente quella di includere nell’analisi le altre zone urbanistiche di Roma, ma anche aggiungere maggiore profondità alla rilevazione (numero di postazioni, presenza prese elettriche, tipo di sottofondo musicale, …), creare un raccordo con i sistemi informativi territoriali per essere sempre aggiornati sulle nuove aperture, coinvolgere le associazioni di commercianti locali per un monitoraggio attivo del territorio.

Progetti come questo, ma più grandi e articolati, sarebbero interessanti in molti campi. Per fare qualche esempio:

  • costume, società e tendenze
    • confini reali, oltre le zone urbanistiche e i municipi
    • trasformazione città tra il giorno e la notte
    • clubbing (dove e come si balla in città)
    • scovare tutte le forme di musica live
  • rigenerazione urbana
    • social street
    • urban farming
  • culturale
    • street art (un bell’esempio qui)
    • associazioni culturali
    • sale concerto
  • commerciale
    • negozi dell’usato
    • negozi alla spina
    • imprese innovative (un bell’esempio qui)
    • i sistemi commerciali (leggi qui)

Se sei interessato al tema puoi lasciare un commento, inviarmi un messaggio qui o tramite i social.

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