Né casa né ufficio, i luoghi di lavoro terzi

a laptop in a wifi cafe

Lavorare dal tavolino di un bar può essere una piacevole esperienza per diversi motivi. Con la strada che scorre al di là del vetro può essere più facile trovare l’ispirazione e sentirsi in qualche modo “connesso” alla città. L’assenza di codici formali poi ti permette tranquillamente di intramezzare la vita sociale al lavoro, gestendo le tue pause in libertà e sentendoti libero di fare cose che in un ufficio (normalmente) non faresti, come fischiettare o ballicchiare sulla sedia al ritmo di una bella canzone.

I wifi cafe al Pigneto

Se ci stai facendo un pensiero e ti trovi a Roma in zona Pigneto allora clicca sui punti della mappa per scoprire i locali che offrono Wi-Fi gratuito e promettono di non storcere la bocca se, tra un caffè e l’altro, si decide di sostare più o meno a lungo con il proprio PC.

Per una mappa completa di Roma visita questo progetto di crowdsourcing.

Freelance e dintorni

Ma chi è che può veramente permettersi la flessibilità di lavorare in movimento, senza una sede fissa? Ci sono i freelance, cioè liberi professionisti o lavoratori autonomi che prestano i propri servizi a più committenti e vengono remunerati a progetto. Spesso si tratta di architetti, scrittori, giornalisti o professionisti legati a doppio filo al digitale: web designers, data journalists, UX/UI designers, full stack developers e via dicendo. Proprio il digitale ha spalancato un mondo di opportunità per i freelance in termini di nuove carriere, visibilità (piattaforme come elance permettono ad offerta e domanda di incontrarsi online), e, per l’appunto, flessibilità, visto che le tecnologie web permettono sempre più spesso di poter lavorare da remoto. Tra i lavoratori “flessibili” possiamo aggiungere anche categorie più o meno nuove come i nomadi digitali, i solopreneurs e i telelavoratori. Mettiamoci anche i creativi, gli studenti e, diciamolo, qualche fancazzista, allora la nicchia comincia ad ingrossarsi e verosimilmente continuerà a farlo nei prossimi anni considerando come evolvono il mondo del lavoro e i nostri stili di vita.

Dal bar all’enoteca, l’importante è sentirsi a casa

Chi va incontro a questa domanda crescente? Può essere il vecchio snack bar rivisitato in chiave moderna o locali più recenti attenti alle tendenze del momento. Si tratta di esercizi pubblici con caratteristiche differenti (caffetterie, enoteche, bistrot, ristoranti, pub) il cui denominatore comune è, oltre all’offerta gratuita di Wi-Fi, un’atmosfera accogliente e rilassante che in alcuni casi richiama esplicitamente la sfera domestica.

Locali che sembrano volerti dire: “Sentiti a casa”.

Un’impostazione informale che da un lato genera un ambiente rilassato e vibrante, ma dall’altro determina anche dei limiti strutturali come la sicurezza IT (occhio ai nomi delle reti alle quali i vostri device si collegano automaticamente, anche se somigliano al nome del bar in cui vi trovate), la garanzia di una postazione riservata e la qualità della rete.

I coworking

Per non perdere la magia del luogo di lavoro “terzo” (né casa né ufficio) ed ovviare a questi limiti da qualche anno anche in Italia, e nel Lazio, stanno prendendo piede i cosiddetti coworking, veri e propri uffici dove però a condividere gli spazi non ci sono i colleghi di una stessa azienda, ma lavoratori indipendenti in cerca di attrezzature adeguate, affitti contenuti, ma anche senso di comunità, legami sociali e possibilità di fare network. Niente più cartellini e gerarchie in una realtà dove i codici del lavoro si contaminano con quelli della vita privata.

Per il workflow e il codice utilizzato per la creazione della mappa visita questa repo GitHub.

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